CAPACCIO-PAESTUM — I
TEMPLI - Le rovine di Paestum rimasero nascoste tra
boscaglie e paludi fino alla metà del XVIII secolo, quando
la costruzione della strada verso Sud, voluta da Carlo III,
le riportò nuovamente alla luce. Gli scavi iniziati nel
1907 hanno consentito la scoperta di significativi monumenti
e reperti di vario genere: la cinta muraria, il Foro, l’Anfiteatro,
abitazioni, complessi termali e tanti altri resti. Particolarmente
significativi i tre templi dorici situati nell’area sacra
al centro della città.
LA CINTA MURARIA - La cinta muraria
di Paestum rappresenta uno dei più grandiosi e meglio
conservati sistemi di fortificazione delle città della
Magna Grecia. Si sviluppa per quasi cinque chilometri, con uno
spessore medio di cinque metri, assumendo la forma di un pentagono.
In corrispondenza dei quattro punti cardinali si aprono quattro
grandi porte: a est Porta Sirena, a ovest Porta Marina, a nord
Porta Aurea e a sud Porta Giustizia. Le mura sono rinforzate
da torri a pianta circolare, semicircolare e quadrata e sono
attraversate da numerosi piccoli varchi (le cosiddette postierle),
usati forse come uscita di emergenza o per poter raggiungere
velocemente la campagna circostante.
LA BASILICA - Il più grande e il più
antico dei tre templi dorici risale alla metà del VI
secolo a.C. Poiché la sua struttura non rispettava i
canoni dell’architettura sacra, gli archeologi del Settecento
lo scambiarono per un edificio pubblico profano e gli diedero
quindi il nome di Basilica. Il rinvenimento al suo interno di
un altare a di altri significativi reperti ha, però,
permesso di attribuire il tempio alla dea Hera. Il tempio, di
stile dorico, è periptero ha cioè le colonne su
tutti i lati (18 sui lati lunghi e 9 sulla facciata). Le colonne
della Basilica presentano alla sommità un diametro sensibilmente
inferiore rispetto a quello della base e sono caratterizzate
da un’entasi, cioè un rigonfiamento del fusto,
a circa metà dell’altezza. I capitelli presentano
una corona di foglie bacellate nella parte bassa; altri, nel
lato occidentale, sono decorati anche da una fascia raffigurante
palmette e fiori di loto. La cella, preceduta da un caratteristico
pronao (portico con colonne tipico dei templi greci), era divisa
in due navate da una fila di colonne; dal fondo della cella
si accedeva all’adito. L’altare, lungo quanto la
fronte del tempio, si trova a est. Dell’aspetto esterno
del fregio e delle parti in pietra della cornice e dei frontoni
non si sa molto, mentre sono pervenuti molti elementi del rivestimento
in terracotta delle parti più alte della Basilica.
IL TEMPIO DI NETTUNO - Vicino alla Basilica,
su una lieve altura, sorge il più bello e il meglio conservato
dei tre templi dorici: il Tempio di Nettuno. Il monumento risale
alla metà del V secolo a.C. ed è tuttora noto
come Tempio di Nettuno anche se si sa che non era dedicato a
Posidone. Gli oggetti rinvenuti hanno infatti permesso di stabilire
che l’edificio era dedicato ad Hera Argiva, dea della
fecondità e della maternità. Il tempio è
di tipo periptero e presenta 6 colonne sulla facciata e 14 sui
lati lunghi. Le colonne, alte quasi 9 metri, sono rastremate
in alto e presentano un rigonfiamento a metà del fusto;
queste sono caratterizzate da 24 scanalature invece delle canoniche
20. Sull’abaco (mensola che completa il capitello) poggia
l’architrave decorato da una fascia sporgente. La parte
superiore, caratterizzata da frontoni triangolari, costituisce
il tipico fregio dorico. Il tetto, oggi crollato, era costituito
da un soffitto ligneo interno e da un tetto coperto da tegole
di terracotta. Importanti per la datazione del tempio sono alcuni
accorgimenti come la leggera curvatura della scalinata, l’inclinazione
verso l’interno, appena percettibile, delle colonne e
la leggerissima curvatura verso il basso della trabeazione delle
due fronti. All’interno, un alto gradino segna il passaggio
dal prònaos (il vestibolo anteriore), composto da due
colonne tra pilastri, alla cella (il nucleo del tempio destinato
a custodire il simulacro divino). La cella, sopraelevata, è
divisa in tre navate. Contrapposto al prònaos vi è
l’opistòdomos (vestibolo posteriore). Davanti al
tempio ci sono i resti di due bòmoi per sacrifici. Sulla
sinistra del tempio sono stati rinvenuti i resti di due altari,
numerosi cippi e un piccolo tempio.
IL FORO - Seguendo dalla fronte del Tempio
di Nettuno un sentiero verso nord, si raggiunge l’area
del Foro che risale ad un periodo successivo all’insediamento
della colonia latina (273 a.C.). Il Foro di Paestum è
uno tra i più antichi e dinteressanti Fori rettangolari
dell’epoca romana. Il piazzale è circondato da
un porticato con colonne doriche, mentre gli elementi della
trabeazione sono quasi completamente scomparsi. Il Foro aveva
intorno una serie di edifici pubblici e numerose botteghe. Il
lato sinistro del Foro inizia con una serie di tabernae cioè
di botteghe alle cui spalle si sviluppa una serie di locali,
destinati a terme pubbliche, costruiti ad opera di Marco Tullio
Venneiano nella prima metà del III secolo d.C. Nel portico
meridionale è stata rinvenuta una statua in bronzo raffigurante
il sileno Marsia, simbolo della libertà. Sul lato meridionale
del Foro, dopo alcune botteghe e un edificio quadrato nel quale
si è riconosciuto il Macellum (mercato di generi alimentari),
si trova un edificio rettangolare comunicante col precedente
e con ingresso principale sul Foro: la Curia (caratterizzata
come tale da un suggestum, cioè tribuna oratoria). Questo
edificio con muri scanditi da semicolonne che inquadrano delle
nicchie e i vani di accesso, fu edificato tra il I e il II secolo.
IL FORO ITALICO - Al centro del lato lungo
settentrionale, il portico del Foro si interrompe in corrispondenza
dell’edificio noto come Tempio Italico, progettato intorno
al 273 a.C. Il tempio è innalzato su un alto podio e
vi si accede da una scalinata sul lato sud che è preceduta
da un semplice altare rettangolare. L’edificio era circondato
da un colonnato (6 colonne sulla fronte e 8 sui lati lunghi)
sormontato da capitelli corinzi decorati con 4 grandi volute
e da altrettante teste femminili. Le colonne sostenevano una
trabeazione di ordine dorico. La parte interna dell’edificio,
delimitata dalle colonne, conteneva la cella, divisa in tre
ambienti, per questo si pensò alla consacrazione del
tempio alla triade capitolina (Giove, Giunone e Minerva).
ANFITEATRO ROMANO - Presso il Foro è
situato l’Anfiteatro romano a terrapieno con un muro di
terrazzamento. La costruzione risale all’età tardo-repubblicana
ma subì delle modifiche nel II secolo d.C e nel 1829
fu tagliata in due dalla strada. La cavea ha uno sviluppo ridotto
e l’arena non è molto ampia. L’Anfiteatro
aveva tre ingressi dall’esterno alla platea (oggi se ne
vedono solo due).
IL SACCELLO IPOGEO - Un recinto arcaico, costeggiato
dalla Via Sacra, circonda il Sacello ipogeo costruito alla fine
del VI secolo a.C. Questo monumento è un cenotafio a
forma di tomba a camera, costruito con blocchi di calcare e
con una copertura a doppio spiovente, costituita da lastre calcaree
ricoperte da tegole d’argilla. L’ingresso è
scavato nella roccia e fu usato solo una volta per deporvi il
ricco corredo (costituito da idrie e anfore), attualmente esposto
nel Museo, e subito dopo fu murato dall’esterno. L’interno
è decorato di fine stucco bianco.
IL TEMPIO DI ATENA - Lungo la Via Sacra sorge
il Tempio di Atena, noto anche con il nome di Tempio di Cerere.
Questo monumento, costruito alla fine del VI secolo a.C., è
il secondo in ordine cronologico e il più piccolo dei
tre templi dorici. Il Tempio di Atena, poggiato su un basamento
di tre gradini, doveva trovarsi al centro di un piccolo santuario,
del quale ci sono pervenuti l’altare con il pozzo sacrificale,
le fondazioni di altri due altari e colonne votative. È
di tipo periptero e conserva tutte le colonne originali (6 sui
lati corti e 13 sugli altri). Le colonne poggiano su uno stilobate
preceduto da due gradini; nonostante un certo rigonfiamento,
si presentano strutturalmente più snelle e con un echino
abbastanza schiacciato. I capitelli del colonnato dorico esterno
sono decorati da corone di foglie in rilievo. La cella, all’interno
dell’edificio, si trova su un alto basamento e in origine
era preceduta da un porticato sostenuto da 8 colonne ioniche.
Si riscontrano, inoltre, i resti di due scale che portavano
alle zone alte della cella.
HERAION (MONUMENTO FUORI LE MURA) - L’Heraion
è uno dei più famosi santuari della Magna Grecia.
L’edificio fu costruito nel VI secolo a.C. sul Sele, a
9 chilometri da Paestum. Al centro del santuario era posizionato
il tempio maggiore, dedicato ad Hera Argiva, circondato da tempietti
minori. In questo santuario sono stati rinvenuti significativi
reperti, ora conservati nel Museo di Paestum.
TORRE DI PAESTUM (MONUMENTO FUORI LA MURA)
- La Torre di Paestum è una rozza costruzione a tronco
di cono con merlatura su sporti. L’interno è diviso
in due ambienti sovrapposti; è possibile accedere all’ambiente
superiore tramite una scala esterna; un’altra scala conduce
alla terrazza da cui si può godere uno splendido panorama.
NECROPOLI PREISTORICA DI GAUDO (MONUMENTO
FUORI LE MURA) - Nel 1943, nei pressi della Masseria Gaudo,
fu scoperta una vasta necropoli preistorica. Successivi scavi
hanno portato alla luce numerose tombe a forno ricavate nel
calcare, attribuibili a popolazioni dell’Asia Minore.
Inoltre sono stati rinvenuti numerosi altri reperti (vasi, brocche,
bicchieri, armi di selce e di rame), ora conservati al Museo
di Paestum.
CAPACCIO VECCHIA - Luogo di notevole interesse
è quello che conserva le rovine di Capaccio Vecchio in
posizione elevata dominante la piana di Paestum; sul posto sono
visibili i ruderi del Castello.
[http://http://www.capaccio.it]
Da molti anni il Ristorante il Caicco
organizza matrimoni a Capaccio-Paestum. Anche gli eventi speciali
a Capaccio-Paestum sono spesso curati dal nostro ristorante.
Gli sposi a Capaccio-Paestum trovano l'atmosfera giusta per
pronunciare il fatidico "sì". Pianificare un
matrimonio per una coppia che intende sposarsi nel Cilento a
Capaccio-Paestum è un'opportunità anche per Il
Caicco Wedding planner.